Sulla borghesizzazione della street art
Se un tempo i graffiti erano considerati atti criminali e vandali i loro artefici (che trovavano in quel medium un'espressione e la validazione e l'apprezzamento era ricercato in altri writers), oggi il writer (ma è una tendenza più ampia) è un “artista” da subito ed è visto come tale dal grande pubblico il quale è mutato in spettatore designato. Pezzo di "kase 2" aka Jeff Brown, New York 1958-2011 Si è giunti quindi per una parte di pubblico viziato dalla propria superiorità di classe interiorizzata ad apprezzare espressioni artistiche urbane, lecite o illecite, se esteticamente gradevoli: il discrimine, per qualcuno, non è più totale rispetto a dipingere in pubblico senza autorizzazione, ma farlo in modo fastidioso. Se è ben grave che un gruppo cospicuo di persone si sia convinto di essere lo spettatore di quella espressione artistica dal basso e che l’espressione sia intrinsecamente legata al bello e all’estetico, e che non debba ledere la loro sensibilità, è anco...