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Antonio Milani: il mio prozio partigiano

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Foto tessera di Antonio Milani - Mercoledì 29 gennaio di 116 anni fa, nella Provincia di Ferrara, nel comune di Ro Ferrarese che aveva appena ottenuto l'autonomia amministrativa, nasceva Antonio Milani dal padre Guerrino e dalla madre Letizia, figlio di mezzo di 12 fratelli.    La famiglia si trasferirà in seguito a Genova, e Antonio prenderà a lavorare nel porto come meccanico e all’avvento della repubblica sociale italiana nell’ottobre del 1943, all’età di 35 anni, sotto il nome di battaglia "Tigrini" deciderà di unirsi alle Squadre di Azione Patriottica (S.A.P) nel comando ”VI zona operativa”, comando partigiano che ebbe importanza significativa nella liberazione della Liguria tutta dal nazifascismo. Verrà scritto negli anni a venire, in un testo commemorativo dalla sezione del P.C.I del porto di Genova: "l’esaltare l’opera d’un tale combattente con la fredda cronistoria dei fatti è dire troppo poco, perché fu grande come pochi, appartenne a quella schiera di per

Un museo multisensoriale per raccontare il caffé

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Interni del museo A Torino, nel quartiere Aurora, possiamo trovare il museo Lavazza dedicato alla celebre marca di caffè. Il museo è diviso in cinque aree: 1) Casa Lavazza, dove viene illustrata la storia della famiglia e come è cambiato il logo. Troviamo anche oggetti personali dei vecchi Lavazza. 2)La fabbrica, è una parte molto interattiva con molti giochi, spiegano come coltivare il caffè e riusciamo anche a sentire gli aromi delle piantagioni. 3)La piazza, ha tutte le varie macchine del caffè e il design 4)L'Atelier, qui troviamo alcuni set delle pubblicità più memorabili nei quali si potevano fare quattro foto e rivederle alla fine del percorso. 5)L'universo, un intero spazio con delle diverse ambientazioni riguardanti il mondo del caffè. Le parti interattive sono le più belle del museo, grazie ad una tazzina si ha accesso a tutta la parte multisensoriale della mostra. La fabbrica è una delle parti più belle per i giochi interattivi: ci insegnano a piantare e far crescer

La nostra visita al Museo del Cinema di Torino

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Io e gli altri dell'Ekleettico abbiamo visitato il Museo del cinema di Torino il 3 febbraio; era un sabato mattina, lo abbiamo raggiunto dopo circa 2 ore di treno, una pausa ad un bar, e una "gita turistica" guidata dalla nostra "guida" Samuele. Quindi tutto sommato siamo arrivati al museo intorno alle 10. C'era una lunga coda, ma noi avendo un biglietto riservato siamo riusciti a saltarla con grande gioia. Qua è dove però abbiamo incontrato qualcosa che non mi è piaciuto, il fatto che il percorso fosse a senso unico: non trovo che sia necessariamente una cosa negativa, ma che sia gestita male. Per il resto la mostra e l'esperienza generale sono state ottime, anche se c'erano davvero troppe persone. Interni del Museo del Cinema di Torino            La nostra visita è durata circa un paio d'ore, e, per quanto siamo venuti principalmente per la mostra di Tim Burton (su cui potete trovare un articolo di Ivan ), abbiamo visitato anche aree fisse del

L'Ekleettico nel mondo di Tim Burton!

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Burton alla Mole A Torino dall' 11 ottobre del 2023 fino al 7 aprile di quest'anno, all'interno del Museo nazionale del cinema, la mostra del noto regista, artista e animatore Tim Burton ha ospitato la redazione dell' EKLEETTICO che ha preso il compito di raccontarne le meraviglie grazie a questo articolo.  "The World of Tim Burton", così viene intitolata l'esposizione, è una raccolta di oltre 500 opere che trattano dalle più disparate tecniche di realizzazione, alle più confuse e belle idee del ragazzo di Burbank. "Questa location mi è subito sembrata l’habitat naturale per liberare il frutto della mia immaginazione - ha dichiarato Burton nella conferenza stampa di apertura - percorrerla è come entrare in una funhouse , un tunnel dei divertimenti e ricordare un percorso." Così l'atmosfera burtonelliana invade la Mole di Torino regalando alla già impressionante atmosfera dell'edificio, uno dei percorsi più interessanti di questo periodo.

A Torino un posto magico tra archeologia industriale, arte e hi-tech

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Il cortile tra i due edifici principali delle OGR - Siamo andati alla mostra del OGR cult (Officine grandi riparazioni) di Torino ; si tratta di una struttura industriale del XIX secolo trasformata in un innovativo spazio culturale. Con la sua imponente architettura in stile neoclassico e le sue vastissime sale, L’OGR cult ospita mostre d’arte contemporanea, eventi culturali, performance e installazione immersive, offrendo un ambiente che fonde storia e creatività in un'esperienza particolare per i visitatori. Sara Sze, Metronome Per esempio durante la nostra visita c'era una mostra composta da una sola opera, enorme. Era l'installazione dell'artista statunitense Sara Sze, Metronome . Giochi di luci e proiezioni sulle pareti, fili metallici e suoni ritmati di un cuore che batte e di un metronomo: l'opera di Sze è un'esperienza sensoriale che ha catturato la redazione per una buona mezz'ora. Il bar SNODO, nel collegamento tra OGRcult e OGRtech L’OGR di Torino

Cartoline ekleettiche da Torino

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 Un fotoreportage del viaggio ekleettico a Torino... L'inizio del nostro viaggio con l'incontro di questo monumento dedicato ad Alfonso Ferrero Della Marmora (Piazza Bodoni) Monumento in aiuola Balbo, Cavour giardini In esplorazione per parchi magnifici Chiesa della Santissima Annunziata vista in lontananza lungo il tragitto  Primo avvistamento della Mole, la nostra meta Finalmente sotto la mole Appena entrati nel museo del cinema di Torino ci accoglie la magnifica insegna della mostra di Tim Burton Un frigorifero, perché no? La riproduzione dello studio di Tim Burton E ora una bella carrelata di foto della mostra di Tim Burton! Gli Umpa Lumpa!! Torino come Savana Palazzo delle OGR Irene Feola

"Io capitano", agli Oscar con uno sguardo diverso

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  Una scena del film ''Io Capitano'' è il nuovo film del regista romano Matteo Garrone, candidato come miglior film internazionale all'Oscar, che racconta il percorso di due giovani cugini senegalesi verso la tanto sognata Europa. Il viaggio, all'inizio, viene visto da Seydou e Moussa (i due protagonisti), come un'avventura, un qualcosa di semplice e immediato che li porterà dritti nelle braccia della fortuna e del successo.  I due giovani lavorano di nascosto e, una volta accumulati i soldi, riescono a partire all'insegna di un viaggio che capiscono quasi subito essere molto diverso da ciò che si aspettavano.  Seydou e Moussa percorrono il deserto, in jeep e a piedi, fino ad arrivare al confine con la Libia, dove vengono separati e arrestati dalla mafia libica. L'occhio della macchina da presa segue il punto di vista di Seydou , condotto in una cella e sottoposto a tortura. Riesce ad uscire di prigione e prosegue verso Tripoli, dove si ricongiungerà