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I giovani ricordano la Shoah, la cerimonia a Palazzo Ducale

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    Oggi martedì 27 gennaio, data della liberazione del KZ di Auschwitz da parte dell'Armata Rossa, alle 10,30 di mattina nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale ha avuto luogo il consueto appuntamento in occasione del Giorno della memoria. Erano presenti cariche istituzionali, scuole del territorio (non il Klee-Barabino) e associazioni di varia natura quali ANED, ANPI, ILSREC... c'era anche la sindaca di Genova Silvia Salis, la quale si è espressa sui temi della memoria e del fascismo in maniera attuale rimandando alle vicende del Iran e al fascismo in generale facendo un monito di impegno ai giovani presenti di sfruttare la cultura come arma contro il fascismo in tutte le sue forme. Il discorso, per quanto coerente, prende poi una strana piega, la sindaca parrebbe giungere alla conclusione che un bullo quando è tale si stia comportando "da fascista" forse come tentativo di spiegare il fenomeno ai bambini e ai ragazzi di età più giovane; l'affermazione...

Un ben tornati dalla redazione!

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La redazione del New York Times, circa 1941 -  Ben tornati lettori! Dopo mesi di attesa siamo ritornati al lavoro più numerosi che mai!  Dopo una tale attesa è normale chiedersi come siamo stati, quindi, vi proponiamo dei piccoli aggiornamenti sullo stato di alcuni dei nostri vecchi redattori. Evan: "Sono contento di essere tornato in redazione in compagnia dei miei vecchi amici e conoscenti, e spero di poter arricchire il mio linguaggio e di poter continuare a parlare delle mie passioni liberamente". Riccardo: "Sono estremamente contento di essere tornato in redazione, per la mia passione nella scrittura, e spero di riuscire a portare luce sugli argomenti che mi stanno a cuore tramite i miei articoli". E riguardo alle nuove reclute? Che cosa pensano riguardo al progetto? Perché hanno scelto il giornalino? Ilaria: "Mi sento intrigata dall'idea di scrivere in redazione, sapendo che questo spazio mi darà la possibilità di parlare delle miei interessi, con l...

Un arrivederci ma non un addio!

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- Il nostro amato Ekleettico è giunto alla fine, ma come avete letto nel titolo, questo è solo un arrivederci ma non un addio! Noi redattori ritorneremo l'anno prossimo con dei nuovi e interessanti articoli. Questa è stata un'esperienza che ha dato possibilità di condividere i nostri interessi e le nostre passioni con tutti i nostri lettori. Abbiamo per esempio chiesto a uno di noi un commento: "Io vedo il giornalino come una palestra di opinioni e un luogo dove mi sento di poter esprimere le mie passioni, in un posto con una certa aria di amicizia", ha detto Gabriele Piccolo. "Il mio articolo preferito di quest'anno è stato quello riguardante la musica durante gli anni di piombo . Ma in generale trovo che il giornalino abbia avuto un ruolo quasi centrale nella mia vita", conclude. "Non c'è niente di meglio che imparare mentre si fa qualcosa che ci appassiona; l'obiettivo da raggiungere è quello deciso dagli studenti, ognuno a modo suo, con ...

Il giornalismo secondo Alessandro Fossati

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Com'è essere e fare il giornalista? Se lo è chiesto anche la redazione che, curiosa dell'esperienza maturata con l'Ekleettico, ha voluto intervistare Alessandro Fossati, corrispondente di ' AsKanews ' e direttore di ' Daily Nautica '. Gli abbiamo posto domande di varia natura e lui ci ha risposto così... Come ha iniziato il suo lavoro di giornalista? Vi sono state delle difficoltà nel percorso? Quando mi sono approcciato al mondo del giornalismo nei primi anni 2000 come primissima esperienza, avevo fatto una collaborazione per Settimana Sport sul calcio dilettantistico. Questo all'epoca era un buon modo per aspiranti giornalisti per iniziare. Ho poi proseguito con uno stage a Milano nella redazione di Radio Popolare. Radio Popolare è una radio nata negli anni '70 a Milano come radio della sinistra extraparlamentare su cui avevo fatto una tesi di laurea in Lettere Moderne, che è la facoltà che ho frequentato.  Dopo lo stage sono rientrato a Genova ed ...

Daredevil: Born Again

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ATTENZIONE SPOILER!!! Daredevil, il cui vero nome è Matt Murdock, è un personaggio dei fumetti statunitensi pubblicati da Marvel Comics. Creato dallo sceneggiatore Stan Lee e dal disegnatore Bill Everett, ha esordito nel primo numero della collana Daredevil dell'aprile 1964. Il "Diavolo" è l'alterego di Matt come Batman per Bruce Wayne. Le sue origini iniziano quando era un bambino e venne travolto da sostanze chimiche che lo resero cieco ma con dei sensi molto più sviluppati, evento a cui seguì la morte del padre per mano della malavita di New York. Matt verrà poi cresciuto ed allenato da Stick, un maestro di arti marziali cieco a capo di un ordine di ninja. Nonostante fosse allenato per diventare un assassino, la sua fede cattolica gli ha sempre impedito di uccidere trasmettendogli il desiderio di aiutare il prossimo. Quando tornò nel suo quartiere natale, Hell's Kitchen, dopo essersi laureato in giurisprudenza, decise di lavorare sia come avvocato sia come vigi...

Che cosa si prova ad essere un pipistrello?

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L'esperienza cosciente è il fenomeno mentale più importante per ogni essere vivente pensante, ma è poco compreso, principalmente perché molte teorie riduzioniste non provano neanche a spiegarlo. Per quanto sia difficile dire con esattezza che cosa dimostri la propria esistenza in esseri più "semplici",  fondamentalmente si può dire che un essere vivente possiede una coscienza se vive stati d'animo, o in altre parole se riesce a provare qualcosa essendo la creatura che si ritrova ad essere. La copertina di Cosa si prova ad essere  un pipistrello Il filosofo serbo Thomas Nagel, stufo di leggere teorie riduttive sulla mente animale, decise nel 1974 di scrivere "Cosa si prova ad essere un pipistrello?" ponendosi la domanda di cosa significa per noi umani condividere la stessa realtà con esseri così diversi da noi come i pipistrelli, e rispondendo ad un suo dilemma personale, ovvero quello di trovare una fenomenologia che sia in grado di mostrare caratteri comu...

Hurry Up Tomorrow #2: l'album perfetto per detestare l'R&B

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Il progetto vanta ben 22 tracce, con un totale di 1 ora e 24 minuti e circa 8 featuring . Ascoltando Hurry Up Tomorrow con tutta la pazienza del mondo ho avuto due impressioni: la prima è che, in occasione della chiusura di una parte della sua carriera musicale, The Weeknd abbia fatto un riavvio totale della sua esperienza e si sia scordato come fare musica decentemente ; la seconda è che, dal momento che gran parte delle canzoni gira attorno al suo rapporto con la droga, Abel abbia voluto dare una testimonianza diretta degli effetti degli stupefacenti con le sue produzioni improbabili. Il fatto anche che nel disco non sia presente  Dancing in The Flames, primo singolo uscito durante la promozione, in oltre 20 tracce lo considero criminale, soprattutto considerando tutta quella roba mediocre lì presente. Sì perché tutto quello che costituisce questo album, dalla durata, al numero di tracce, ai titoli delle tracce, alle produzioni, alle transizioni, ai campionamenti hip-hop e ...