Le Sleater-Kinney e i dolori della vita moderna
Uno dei fenomeni sociali che personalmente trovo fra i più affascinanti è la regola dei vent'anni, iniziato negli anni '70 con la nostalgia del periodo del dopoguerra, e che ci accompagna ancora oggi.
In ogni decennio la cultura, gli oggetti e le estetiche del passato tornano di moda per svariati motivi, sempre e comunque legati alla nostra percezione del mondo come una società e, ovviamente, in questo decennio sono tornati di moda gli anni '2000, ma ci basta poco per capire che, in realtà, quello non era un periodo rosa e fiori come la nostalgia ci fa pensare, anzi, era un periodo estremamente difficile, e a conto mio, nessun'altra opera rappresenta al meglio le difficoltà di quel decennio come l'album The Woods (Il bosco), della band statunitense Sleater-Kinney.
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| Immagine delle Sleater-Kinney circa 2005 |
"Non sembra azzardato interpretare il titolo del loro nuovo album 'The Woods' come una metafora per il periodo insicuro che stiamo vivendo. Se uscire dal bosco significa finalmente raggiungere la salvezza, allora essere persi in profondità all'interno di esso può essere pericoloso e potrebbe anche causare panico [...]" - The Washinton Post
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| La copertina di "The Woods" |
Questo lavoro è una rappresentazione sonora di che cosa significa vivere una vita moderna, una vita spesso squallida e triste che dopotutto non e poi cambiata così tanto dal 2005, ma che si porta con sé anche tematiche di attualità del periodo, come la persistente (e spesso insensata) censura dei media e dell'arte dopo gli eventi del 11 settembre.
L'opera si apre con la canzone The Fox, un'apertura imponente ed abrasiva con un umorismo pungente riguardo al sessismo e le dinamiche di genere, brano che fissa il tono per il resto dell'album, essendo sicuramente una delle tematiche principali di questo lavoro. La tematica è infatti esplorata anche in canzoni come Modern Girl, e soprattutto in Let's Call it Love uno dei brani più folli nel mondo della musica Indie, undici minuti di sonorità esplosive alla Sonic Youth intrise di rabbia.
Invece in tracce come Wilderness il trio ritorna a parlare di politica con composizioni liriche che funzionano su più livelli con metafore spesso romantiche che dipingono una nazione distrutta e frammentata come una relazione amorosa disfunzionale.
"Penso che le sonorità e le tematiche più cupe di questo lavoro si siano presentate per l'attuale clima politico [...]" Dice Tucker in un intervista del periodo.
Non mancano canzoni realmente amorose. ma che non si allontanano dalle critiche sociali caratteristiche della la musica del trio.
In ogni caso le stelle di quest'opera sono i due singoli Jumpers e Entertain.
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| Le Sleater-Kinney sul set del video musicale di Jumpers |



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