"Come and see": la radice del male

Il cinema ci ha spesso abituati a una narrazione della guerra quasi romanticizzata, fatta di sacrifici glorificati per una patria, spesso raccontati dalla prospettiva dei vincitori. Ma esiste un cinema che rifiuta categoricamente di trasformare il massacro in spettacolo o in propaganda, decidendo di mostrare allo spettatore ľorrore più nudo. Il film risulta una esperienza cruda e devastante che che rifiuta di glorificare gli eventi più tragici della storia. Prima di scoprire i dettagli tecnici dietro la produzione di questo capolavoro anti-guerra, dobbiamo dimenticare tutto ciò che pensiamo di sapere sul cinema bellico.

Nota bene:Va' e vedi non è un film per tutti. È un'opera di una crudeltà visiva psicologicamente devastante. Ne sconsiglio caldamente la visione a un pubblico particolarmente sensibile o a chi cerca semplice intrattenimento serale. Come quasi tutti i vecchi  film sovietici e reperibile su YouTube: https://youtu.be/zjIiApN6cfg?si=yrtEjUICVOfHsOZp )

Il capolavoro anti-guerra di Ėlem Klimov 

Come and See, conosciuto in Italia come Va' e vedi (in russo Иди и смотри, in bielorusso Ідзи́ іглядзі́), è un film sovietico del 1985 prodotto dalle case di produzione Mosfilm e Belarusfilm. La pellicola ha una durata di 142 minuti ed è stata girata principalmente in Bielorussia. Diretto dal regista Ėlem Klimov e sceneggiato dallo stesso Klimov insieme ad Ales' Adamovič, è un'opera incredibilmente impattante a livello emotivo ma lascia spazio anche alla riflessione. Ottenne all'epoca i massimi riconoscimenti generali, vincendo il prestigioso Gran Premio d'Oro e il Premio FIPRESCI della critica internazionale al 14° Festival Internazionale del Cinema di Mosca presentato anche fuori concorso al Festival di Cannes, è stato premiato in Unione Sovietica e riconosciuto universalmente come una delle più grandi e sconvolgenti opere cinematografiche mai realizzate sul periodo della seconda guerra mondiale.

Dietro le quinte - il film mantiene un realismo assoluto proprio perché non sono stati utilizzati effetti speciali tradizionali. durante la produzione il regista ha preteso ľuso di proiettili e bombe vere per suscitare reazioni di paura  e terrore autentico negli attori. L'esperienza fu talmente estrema che Aleksej "invecchiò" letteralmente sul set: le sue rughe, le occhiaie profonde e la stanchezza visibili sul volto non erano frutto del trucco, ma della reale pressione fisica e del trauma psicologico subiti per ricreare le scene.

 Il fango, il fuoco, le esplosioni e la totale distruzione dei villaggi furono tutti reali. Per tutelare il ragazzo, Klimov pianificò l'aiuto di uno psicoterapeuta che praticò sedute di ipnosi medica prima delle scene più tragiche. Fortunatamente, l'attore ha superato quell'esperienza senza conseguenze permanenti sulla salute fisica e mentale, costruendo poi una duratura carriera nel cinema russo. Un dettaglio tecnico che si può notare con frequenza sono le inquadrature, che mostrano sempre in primo piano i volti dei personaggi, dando enorme importanza alle espressioni, queste inquadrature non raffigurano solo lo stato d'animo dei personaggi, ma diventano il volto stesso della guerra. 

La trama - Ambientato in una Bielorussia occupata dai nazisti, il film è raccontato attraverso gli occhi e di Fljora che decide di unirsi ai partigiani per difendere la propria terra. Viene accolto tra le brigate della foresta, qui stringe amicizia con Glaša, una ragazza della sua età sfuggita alla deportazione. Dopo un bombardamento che lo lascerà sordo, assisterà ad una immagine ben lontana da qualsiasi racconto eroico sulla guerra

Riflessioni - in una scena finale della pellicola si tratta del paradosso di uccidere Hitler bambino (Killing baby Hitler) ponendosi un grosso quesito morale. In quel preciso istante, l'opera cessa di essere la cronaca tragica di un giovane per trasformarsi in una domanda aperta sulla natura stessa del male. Anche se sappiamo perfettamente quale mostro diventerà quel bambino, in quel preciso momento il neonato è innocente. Sparargli significherebbe punire un crimine non è ancora stato commesso, annullando il concetto stesso di scelta. 

Com'è possibile che la stessa natura umana contenga sia il bambino innocuo che il carnefice della storia? Il male è solo una scelta oppure qualcosa di presente nella nostra natura?

 
  Paola Blloshmi

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