La Battaglia del Britpop
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La storica copertina dell'NME del 12 agosto 1995 |
Ma facciamo un passo indietro: chi sono i Blur, gli Oasis, e soprattutto cos'è il Britpop?
Il Britpop era un movimento musicale inglese la cui nascita si può far risalire al 1992, anno dell'ascesa delle band Verve e Suede. Come suggerisce il nome, la corrente era caratterizzata da un rifiuto della cultura americana e si poneva in netta opposizione rispetto al rock e al grunge d'Oltreoceano che ormai spopolavano nelle classifiche. Le band del Britpop si rifacevano direttamente ai grandi artisti della tradizione pop-rock britannica come Beatles, Kinks, Small Faces, The Jam e
The Smiths, e il movimento stesso era concepito come un revival degli anni '60. Tra i maggiori esponenti vi erano gruppi come Blur, Oasis, Suede, Pulp, The
Verve ed Elastica, che nei primi anni '90 diventarono estremamente popolari riportando al centro dell'attenzione la scena musicale britannica.
Il principale fattore che portò al conflitto tra Blur e Oasis fu la differenza sostanziale tra le due band: i primi erano degli intellettuali e presuntuosi ragazzi borghesi di Colchester, in provincia della capitale; gli Oasis, di Manchester, di un'ostentata arroganza, rappresentavano la working class inglese e dei valori completamente diversi.
I Blur, composti (partendo da sinistra) da Dave Rowntree (batteria), Damon Albarn (voce), Alex James (basso) e Graham Coxon (chitarra), avevano uno stile guitar pop sperimentale, dalle composizioni articolate e testi di cinica critica sociale. Gli Oasis invece, erano composti da Paul Arthurs (chitarra), Tony McCarroll, Liam Gallagher (voce), Paul McGuigan (basso) e Noel Gallagher (chitarra) e facevano un rock più classico, fortemente ispirato ai Beatles, dai testi (composti da Noel) semplici e positivi. Le loro erano canzoni leggere pensate per essere cantate al pub, mentre quelle dei Blur nel loro connubio di intricati fraseggi chitarristici, i groove dance funky di basso e batteria e le tastiere di Albarn, erano più ambiziose e ricercate.
La rivalità tra le band aveva cominciato a essere evidente all'inizio del 1995, per via delle provocazioni infantili da parte dei fratelli Gallagher. Eppure inizialmente non sembrava che ci fossero tensioni, specialmente da parte dei Blur; ai Brit Awards di quello stesso anno, dove avevano vinto quattro premi, Albarn aveva detto che secondo lui il premio per Best Band del 1994 andava condiviso con gli Oasis, al che un indispettito Liam aveva rifiutato di farsi fotografare con loro. Pur esitanti, i Blur finirono col cedere alle provocazioni, e così esplose una rivalità che venne fomentata e ingigantita dai media.
In questo modo, la casuale uscita dei singoli Country House (Blur) e Roll With It (Oasis) il 14 agosto 1995 divenne un evento mediatico, tanto da essere considerata la più grande opposizione nell’industria musicale dai tempi dei Beatles e dei Rolling Stones.
Il verdetto arrivò il 20 agosto: i Blur erano riusciti a vendere 274.000 copie, contro le 216.000 degli Oasis, uscendo in questo modo vincitori dalla battaglia del Britpop.
Un amareggiato Noel Gallagher, interpellato dall’ ”Observer” affermò: “Spero che quei due [Albarn e James] si prendano l’AIDS e muoiano, perché li odio fottutamente”; infatti, in attesa dell’uscita dei rispettivi album, The Great Escape a settembre e (What's the Story) Morning Glory? a ottobre, la rivalità non fece che intensificarsi.
Ci sono tuttavia alcune considerazioni da fare riguardo all’esito di questa battaglia: in primo luogo, le vendite dei dischi erano improvvisamente diventate il metro di paragone del successo, e ciò portò a un’impennata delle vendite delle band britanniche. Poi, come ha recentemente ammesso Albarn: “Penso che possiamo ufficialmente dire che gli Oasis abbiano vinto la battaglia, la guerra, la campagna, tutto quanto”, infatti se i Blur erano usciti trionfanti da questo scontro, i mancuniani ebbero sicuramente un successo e una popolarità enormemente maggiore negli anni a seguire, come può testimoniare l’accoglienza che ha avuto la loro reunion dello scorso anno.
Chiara Merani



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