Al Klee un laboratorio contro violenza e stereotipi di genere
Recentemente, tutte le classi seconde di salita Battistine hanno svolto sotto la proposta della prof.ssa Bottasso il laboratorio “Dagli stereotipi alla violenza di genere”, gestito dall’UDI (Unione Donne Italiane). Questo laboratorio è stato portato nella nostra scuola per trasmettere consapevolezza e per trattare argomenti fondamentali, che, al giorno d'oggi, nelle scuole italiane non vengono trattati abbastanza.
Il primo argomento che è stato affrontato nel corso dei quattro incontri è lo stereotipo di genere, spiegato attraverso la visione di un cortometraggio, Pink or Blue, che tratta degli stereotipi riguardanti il genere maschile e femminile da cui gli alunni hanno estrapolato delle immagini, descritte poi da loro attraverso parole.
Come secondo argomento sono state affrontate emozioni come paura, rabbia, tristezza che le diverse classi divise in gruppi dovevano rappresentare su carta con parole e insiemi di colori. Si è pure trattato del consenso: dire di sì, ricevere un sì, ricevere un no, dire di no, tutte esperienze che suscitano emozioni e dalle quali vanno tratti dei ragionamenti. “Ci guardavamo negli occhi divisi in file, mentre la persona davanti avanzava e si poteva staccare quando si voleva per dimostrare la potenza che si ha di dire no”, ci racconta Irene della 2C.
L’ultimo tema affrontato invece è quello della violenza: hanno sperimentato la visione di un altro cortometraggio Sunshine - Don't Confuse Love & Abuse - Day One che in breve racconta la vita di una adolscente che cade in una relazione tossica, da cui poi hanno realizzato un lavoro a fumetti.
“In questi laboratori l'ascolto è uno dei punti fondamentali oltre al confronto - ci spiega Linda Fabbri, operatrice dell’UDI - alla fine di ogni incontro è importante chiedere alla classe una parola che si porteranno dietro”.
Ovviamente gli studenti hanno lavorato anche anonimamente, scrivendo dei pensieri o delle domande su un foglietto e ricevendo delle risposte ai loro quesiti, in modo da far sentire ciascuno libero di chiedere qualsiasi cosa.
Un laboratorio contro la violenza, dunque, ma non solo: “il progetto è nato anche per dare ai ragazzi informazioni, per me vitali, sulle malattie sessualmente trasmissibili e su ciò che bisogna sapere nel rapporto di coppia, su ciò che è buono o no”, dice Stefania Bottasso, professoressa di scienze organizzatrice del progetto.
“Quest’anno il lavoro è stato proposto solo alle seconde, ma ciò non esclude che il prossimo anno possa essere esteso anche ad altre classi”, continua Bottasso.
"L'attività ci è piaciuta molto - commentano altri studenti coinvolti - è stata svolta in modo professionale, il personale dei laboratori e stato molto disponibile e comprensivo senza essere invasivo. Inoltre è bello lavorare a scuola in un modo diverso dal solito".
Violante Bruno, Samuele Caiza, Bruna De Martino
Ovviamente gli studenti hanno lavorato anche anonimamente, scrivendo dei pensieri o delle domande su un foglietto e ricevendo delle risposte ai loro quesiti, in modo da far sentire ciascuno libero di chiedere qualsiasi cosa.
Un laboratorio contro la violenza, dunque, ma non solo: “il progetto è nato anche per dare ai ragazzi informazioni, per me vitali, sulle malattie sessualmente trasmissibili e su ciò che bisogna sapere nel rapporto di coppia, su ciò che è buono o no”, dice Stefania Bottasso, professoressa di scienze organizzatrice del progetto.
“Quest’anno il lavoro è stato proposto solo alle seconde, ma ciò non esclude che il prossimo anno possa essere esteso anche ad altre classi”, continua Bottasso.
"L'attività ci è piaciuta molto - commentano altri studenti coinvolti - è stata svolta in modo professionale, il personale dei laboratori e stato molto disponibile e comprensivo senza essere invasivo. Inoltre è bello lavorare a scuola in un modo diverso dal solito".


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