Un capolavoro di animazione: Ponyo sulla scogliera
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| Un fotogramma di Ponyo |
Prodotto dallo Studio Ghibli, esce nelle sale giapponesi nel Luglio 2008, vincendo poi il premio come migliore film d'animazione ai Japan Academy Awards e partecipando alla 65° mostra del cinema di Venezia.
La storia è ambientata in una città di mare in Giappone, il protagonista, Sosuke, è un bambino di 5 anni che vive con la madre in cima ad una scogliera, ai piedi della quale trova un giorno una pesciolina rossa che chiamerà Ponyo, della quale decide di prendersi cura.
Ponyo è dotata di poteri magici, ma il suo più grande desiderio, dopo aver creato un grande legame con Sosuke, rimane quello di diventare umana. Il suo sogno, però, è ostacolato dal padre, Fujimoto, stregone e padrone dei fondali marini, che disprezza gli umani nonostante lo sia stato anche lui in passato, o forse proprio per quello.
Ponyo, anche se non permanentemente, si è ormai trasformata in una bambina vera e riesce a sfuggire dal padre e a tornare da Sosuke.
La trasformazione della bambina, però, porta ad un grande squilibrio naturale: il mare e le sue creature invadono le rive e le strade della città; questo porta un giorno la madre di Sosuke a recarsi al lavoro per assicurarsi che non ci siano stati danni, lasciando così incustoditi i due bambini.
Fujimoto cerca invano di riprendere la figlia per evitare ulteriori problemi naturali, viene poi a sapere dalla madre della bambina, Granmamare, che tutto si risolverà se Sosuke dimostrerà di accettare Ponyo in ogni sua forma e la aiuterà a diventare una bambina, se però non sarà abbastanza degno, Ponyo finirà per trasformarsi in schiuma di mare.
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| John Everett Millais, Ophelia, 1851 |
Nella realizzazione del film, Miyazaki si ispira a diverse opere, sia scritte, come La Sirenetta di Hans Christian Andersen, alla quale si ispira per il tema del lasciare il mare per vivere sulla terra ferma, sia pittoriche, come il dipinto Ophelia di John Everett Millais, dal quale prende spunto per la realizzazione del personaggio Granmamare, sia musicali, come La cavalcata delle valchirie di Richard Wagner, brano che ascoltò spesso durante la realizzazione delle animazioni (fatte completamente a mano).
Troviamo anche dei temi cari a Miyazaki che decise di inserire nel proprio film, come l'ambientazione: decise, infatti, di rappresentare il Giappone contemporaneo, ovvero una cittadina di mare che si ispirava a Tomonoura, dove trascorse due mesi. La sua esperienza, in quella città di mare, ebbe un tale effetto su di lui che il regista decise di disegnare lui stesso il mare e le onde del film, per riprodurre fedelmente quelle viste durante il suo soggiorno.
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| Hokusai, La grande onda di Kanagawa |
La rappresentazione del mare fu per lui appunto molto importante: si ispirò a La grande onda di Kanagawa di Hokusai, ed è chiaro che per lui l'obiettivo fosse quello di trasmettere la vitale prepotenza con la quale il mare si riprende i propri spazi (minacciando di prendersi la città).
Il fatto che la natura venga rappresentata come impossibile da domare e controllare è sicuramente legato ai vari fenomeni catastrofici che si sono abbattuti sul Giappone.
Un altro aspetto su cui soffermarsi sono le metafore dei vari personaggi: Ponyo infatti rappresenta il principio femminile, di conseguenza Sosuke il principio maschile, ed il fatto che il suo scopo nel film fosse quello di aiutare Ponyo e dimostrarle che lui la accetta e supporta - qualsiasi forma lei prenda -, è un modo per simboleggiare l'ideale perfetto di uomo, al contrario del personaggio del padre di Ponyo, il quale è esempio di come l'uomo spesso è: infantile, incapace di accettare la vita e le sue contraddizioni e di accettare gli altri, eppure anche lui è in grado di cambiare sul finale.
Ada Merello



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