La creatività è virile: il Seicento
Quando si dice che il patriarcato è una guerra non tra i sessi, ma dei sessi, si intende proprio dire che anche gli uomini cadono vittima di questa sistema.
Possiamo trovare tanti testimoni che ammetteranno di non essersi sentiti rappresentati dalla figura dell'uomo tipico maschilista per tanti motivi: l'imposizione di essere forti, poco emotivi, essere pratici e infine oserei dire semplici.
In questa serie di articoli vi parlerò di come la moda maschile non riesca a raggiungere la sua massima espressività, ma non a causa della semplicità dei capi, ma nel modo in cui viene indossato dal singolo.
Nel corso della storia gli abbigliamenti hanno subito dei cambiamenti, in ogni epoca, in ogni paese e per entrambi i sessi.
In base al contesto storico, al cambio di mentalità e altri fattori il vestiario assunse il proprio linguaggio ed espressione.
Siamo in un epoca in cui si sta parlando sempre di più della moda genderless: dei capi adatti sia a vestire un corpo maschile che femminile.
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| Ritratto di Luigi XIV di Hyacinthe_Rigaud |
La mascolinità e la femminilità non sono dottrine oggettive, si tratta di costrutti sociali che riflettono la visione dell'uomo in base a ogni epoca.
Sapete che la virilità, per come la intendiamo noi, non è sempre stata così?
La moda maschile ha avuto dei periodi di maggiore sfarzosità e altri più sobri, l'esempio più eclatante è un personaggio molto famoso: Luigi XIV.
Siamo nel picco dell'assolutismo francese, nel Seicento.
In questo periodo lo stile barocco si manifesta nell'architettura, nella pittura, ma anche nei vestiti.
L'uomo esprimeva la sua potenza SOPRATTUTTO nei tacchi, nelle calzature e nelle parrucche, elementi che nel nostro secolo vengono ridicolizzati se indossati dagli uomini.
Agli uomini a quell'epoca era concessa la sfarzosità, specialmente ai nobili alla reggia di Versailles, questo perché era un modo per ostentare la propria vita agiata.
Savitri
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