La trilogia dell'apocalisse adolescenziale di Gregg Araki
Pensando agli anni '90 del cinema, alcune opere sono rimaste incastonate nella mentalità collettiva, grandi classici che hanno cambiato il mondo cinematografico per sempre, come Trainspotting, Pulp Fiction, o Titanic, ma dei film tanto influenti quanto dimenticati, che si meriterebbero un posto nei grandi classici dell'epoca, sono anche Totally Fucked Up, The Doom Generation, e Nowhere, La trilogia dell'apocalisse adolescenziale di Gregg Araki.
Totally Fucked Up - 1993
La seconda uscita della saga si apre subito con la canzone Heresy dei Nine Inch Nails, e con la frase Welcome to hell (Benvenuti all'inferno), presentandosi fin da subito come il lavoro più intenso dei tre, sostituendo il triste realismo del precedente film con un brutale e violento surrealismo caratterizzato da omicidi insensati e nichilistici, e da droghe. L'opera si concentra su Amy e Jordan, una giovane coppia disillusa che durante un rave incontra il carismatico e pericoloso fuggitivo Xavier, dando inizio al loro folle viaggio tra le strade e i motel dei deserti americani, inseguiti dalla polizia e da una società che li bracca senza effettivamente comprenderli.
Rilasciati tra il 1993 e il 1997, questi non sono i primi lavori del regista di Los Angeles, avendo già prodotto altri tre lavori a partire dal 1987 con Three Bewildered People in the Night, seguito poi da The Long Weekend (O'Despair) due anni dopo, e da The Living End nel '92 (attualmente le sue prime due opere sono introvabili, e la terza può essere trovata gratuitamente su YouTube), ma la trilogia fu il suo primo grande lavoro, ed il primo a dare grossi risultati, e difatti sarà una delle cause principali per l'esplosione del cinema queer nel decennio successivo. Ma per comprendere una serie di film, ovviamente, bisogna iniziare dalla prima uscita.
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| Locandina di Totally Fucked Up |
Accompagnato dal sottotitolo another homo movie by Gregg Araki, (Un altro film omosessuale di Gregg Araki) Totally Fucked Up è un godardiano studio della rabbia di giovani menti in una Los Angeles violenta, bigotta e omofoba, riassunta in quindici frammenti casuali di celluloide. Il lungometraggio vede come protagonisti Andy e il suo gruppo di amici, che rifiutano gli stereotipi delle loro sessualità, tentando di evitare condanne della loro generazione come AIDS, mentre combattono con l'uso di sostanze stupefacenti, due temi comuni nell'intera trilogia. Il film è caratterizzato da un aspetto crudo e di bassa qualità, essendo stato realizzato interamente da Araki e con un budget di circa 20 mila dollari. Questo effetto è dato anche dalle performance dei giovani attori agli esordi delle loro carriere che quasi fanno sembrare l'opera una semplice raccolta di veri video di un gruppo di ragazzi disfunzionali. La composizione è accompagnata anche da una colonna sonora che passa dal leggiadro ed etereo Dream Pop dei This Mortal Coil, all'intensa musica Industrial dei Ministry, un'altra cosa comune per i film del regista statunitense.
The Doom Generation - 1995
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| Locandina di The Doom Generation |
La loro avventura con il susseguirsi del film si trasforma in una critica della generazione X e della società americana del periodo, che vede tematiche come il sesso, le culture alternative e la libertà giovanile come tabù.
Questo film ha un look decisamente più ridefinito e curato rispetto al precedente, grazie al grosso aumento del budget e dei finanziamenti ricevuti dopo il successo di Totally Fucked Up. La colonna sonora di questo lavoro è comunque molto varia ma più concentrata sui brutali suoni Noise e Industrial di artisti come i Medicine, e da suoni Shoegaze di band come i Lush e i Verve.
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| Locandina di Nowhere |
Nowhere - 1997
"Sexy, psichedelico, demenzialmente divertente, con una colonna sonora sensazionale... È come Clueless con i piercing ai capezzoli". Questo è come il filmografo e attore Dennis Dermody descrive Nowhere.
Quest'ultima opera è considerata da molti il più grande capolavoro di Araki, una conclusione psichedelica e sensuale per la trilogia. L'intera storia del film prende luogo in un'unica giornata, dove il giovane Dark, la sua fidanzata Mel, l'amante di quest'ultima Lucifer, ed il loro gruppo di amici si preparano per una festa che si terrà la sera. Il regista ci fa capire fin da subito che il giorno in cui l'opera è ambientata è la fine del mondo, ma a nessuno dei personaggi sembra interessare; questa scelta è stata fatta per trasformare i problemi che celano le vite di alcuni personaggi (come il solito abuso di sostanze e l'AIDS) in pericoli molto più imminenti e disastrosi, ma non togliendo l'ignorante apatia verso essi da parte dei protagonisti.
Il lavoro dipinge una Los Angeles molto diversa da quella del primo film, con dei caratteri molto più surreali, bizzarri e caratterizzata da terrificanti eventi come rapimenti alieni, suicidi, trip di acidi e indottrinamenti. Nowhere si distingue molto stilisticamente con colori forti e brillanti, grandi giochi di luci e scenografie spesso completate dai vestiti dei personaggi, creando quello che è secondo molti uno dei film più creativi di sempre. La colonna sonora è decisamente la migliore dei tre, catturando perfettamente la forma del film e le storie dei personaggi, passando dallo Shoegaze degli Slowdive, al Britpop degli Suede.
Il segno di questi film e di altre opere di Gregg Araki si sente ancora molto in lavori come Rainbow, un adattamento queer spagnolo del Mago di Oz, chiaramente influenzato dalla trilogia, e soprattutto in Kids, un lavoro di Larry Clark, del 1995, fortemente ispirato alla primo film della saga.
Insieme a Mysterious Skin del 2004, le tre opere sono il modo migliore per addentrarsi nello psichedelico mondo di Araki, e le consiglio vivamente a chiunque avesse già visto Kids, o per chi fosse interessato ad una visione differente e sopra le righe.
Tomas Casati




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